Il rugby italiano sta vivendo un periodo di transizione interessante, i nostri talenti vengono sempre più chiamati a giocare in campionati prestigiosi come la Premiership inglese e il Top14 francese, la nazionale U20 si impone su squadre dai settori giovanili tradizionalmente forti come Georgia, Scozia e Inghilterra, mentre le rose delle nostre due franchigie professionistiche in URC si riempono dei migliori prospetti del Top10 italiano. L’elemento comune che fa ben sperare per il futuro del rugby italiano è che tutti i giocatori coinvolti in questa rivoluzione sono effettivamente giovanissimi. Il movimento italiano sta dunque cominciando a sviluppare molti giocatori di alto livello e i risultati sul campo lo dimostrano. L’esempio più eclatante è il caso di Paolo Garbisi, mediano di apertura titolare della nazionale cresciuto nelle fila del Mogliano Rugby, che dopo una stagione a Treviso condita dalla vittoria della Rainbow cup (2020/21) si è da poco laureato campione di Francia con il Montpellier in una stagione da protagonista assoluto con 19 caps e 153 punti, tutto questo a 22 anni.

Paolo Garbisi festeggia la vittoria del Bouclier de Brennus. Fonte: Foto Twitter @MHRugby

Insomma, il rugby italiano vive un vero e proprio rinascimento nel suo settore giovanile e molti sono i volti nuovi che si stanno affacciando al professionismo. Per alcuni di essi, fra dieci anni guarderemo indietro e diremo che questo, oggi, era il momento in cui ci siamo accorti della loro grandezza. Per altri, inevitabilmente, penseremo a cosa sarebbe potuto essere se alcune cose fossero andate diversamente. In questo articolo, andiamo ad analizzare ruolo per ruolo i migliori prospetti italiani al di sotto dei 23 anni, sperando che la maggior parte di loro appartenga alla prima delle due categorie appena citate.
A Treviso, dopo la partenza di Paolo Garbisi a inizio Luglio 2021, il posto di numero 10 è rimasto scoperto e così ha trovato spazio nelle rotazioni un altro giocatore proveniente dalle fila del Mogliano rugby: Leonardo Marin. Leonardo è stato uno dei giocatori rivelazione della scorsa stagione, è infatti riuscito a placare le critiche riguardo al suo gioco al piede mettendo a segno per due volte il calcio della vittoria all’ultimo minuto in URC, una volta contro Edimburgo da drop goal e una volta da calcio piazzato contro Glasgow. Si è al contempo adattato al ruolo di primo centro per la nazionale maggiore, così da offrire più scelte al coach e guadagnare più minuti di gioco, dando un enorme contributo in difesa per la storica vittoria di Cardiff di Marzo 2022. Ora si gioca il ruolo di apertura titolare a Treviso con Tomas Albornoz, in rotazione fra i mediani di apertura dei Pumas. In tutto questo Leonardo ha solo 20 anni, e dunque dispone di un potenziale di crescita enorme e ancora largamente inespresso.

Il drop di Leonardo Marin che ha portato alla vittoria contro Edimburgo – Fonte Twitter @URCOfficial

Per passare al reparto della mischia, è difficile non citare le prestazioni delle prime linee della nostra U20. I giovani piloni Rizzoli e Genovese hanno dominato la mischia chiusa nella scorsa edizione del Six Nations U20 e questo gli ha permesso di ricevere la chiamata in URC con le Zebre Parma, mentre il tallonatore Scramoncin ha realizzato 4 mete tra Six Nations U20 e Summer Series. Dall’estero si stanno accorgendo della nostra qualità in mischia chiusa ed è per questo che dopo la chiamata di Riccioni ai Saracens, anche Zilocchi e Fischetti sono stati chiamati in Premiership, sponda London Irish.
I dati dimostrano che il gap generazionale tra quelli che ormai consideriamo veterani della nazionale maggiore (Lamaro, Riccioni, Ruzza, Zanon, Cannone) e le nuove fila di di talenti è davvero minimo. Questa nuova ed inaspettata profondità di scelta sta facendo crescere la competizione interna nei vari ruoli, soprattutto nel reparto delle terze linee dove il livello è già molto alto, contando anche il ritorno sul campo di Jake Polledri, flanker di Gloucester di origine italiana, che dopo 2 anni di stop è tornato a giocare in Premiership. Con tutti questi giovani talenti a disposizione, abbiamo deciso di stilare una formazione di soli U23 italiani per orientarvi su quali giocatori seguire con più interesse quest’anno e vedere il loro percorso di crescita, tra club e nazionale. Questa rubrica sarà divisa in 3 parti: la mischia, i trequarti e la panchina. Oggi cominciamo con gli avanti.


Filippo Alongi (2000)
Pilone
185 cm x 118 kg
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Alongi è sicuramente uno dei prospetti più interessanti tra le prime linee di Treviso e della nazionale maggiore con la quale ha esordito nella storica vittoria a Cardiff. Dopo una stagione alle Zebre è passato al Mogliano, per poi passare a Treviso con quale ha collezionato un totale di 19 presenze. Alongi sta crescendo molto sia in mischia chiusa che nel gioco aperto e siamo curiosi di seguirlo in questa sua evoluzione che, se ben gestita, potra’ portarlo ad essere tra i convocati del prossimo mondiale.


Gianmarco lucchesi (2000)
Tallonatore
184 cm x 110 kg
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Nato a Pisa, è cresciuto nei Lions Amaranto di Livorno per poi passare al Granducato e di seguito in serie A con l’Accademia Ivan Francescato. Nel 2020 passa alla Benetton Rugby con il quale si è messo in mostra per la sua abilità nel guidare il pack nelle maul avanzanti. Tallonatore molto mobile e moderno, si è conquistato la maglia da titolare della nazionale maggiore. I numeri di Lucchesi sono molto promettenti: con Treviso dalla stagione 2019 -2020 ha collezionato 24 presenze, mettendo a segno 9 mete.


ION Neculai (2001)
Pilone
189 cm x 135 kg
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Ha iniziato a giocare con l’Elba rugby, ma a 15 anni è passato al Centro di Formazione di Prato e appoggiandosi poi all’Union Prato per giocare le partite. È entrato nel giro della nazionale dall’under 17 e dal 2021 fa parte delle Zebre Rugby avendo collezionato 15 partite in URC e 3 in Challenge Cup. Con la nazionale maggiore ha giocato 3 partite entrando dalla panchina. Neculai fa della sua potenza in mischia chiusa una delle sue armi migliori, ma nonostante le misure importanti si dimostra un pilone moderno in grado di partecipare alle fasi attive del gioco.  


NICOLA PIANTELLA (2000)
Seconda linea
198 cm x 100 kg
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Nato a Bassano del Grappa, è cresciuto nelle giovanili del Rugby Vicenza, per poi passare all’accademia nazionale e nel 2020 con il Benetton Rugby. A Treviso Nicola ha collezionato 5 presenze mettendo a segno una meta. Dotato di un fisico importante è in grado di imporsi sul campo grazie alle sue qualità in touche, in mischia e nel placcaggio. Piantella è uno dei prospetti più interessanti per il reparto di seconda linea della nazionale, dove la competizione per una maglia da titolare è aperta con la seconda linea delle Zebre, Andrea Zambonin.

La prima meta di Piantella in maglia Benetton contro Leinster – Fonte Twitter @BenettonRugby

Andrea zambonin (2000)
Seconda linea
202 cm x 100 kg
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Andrea nasce a Vicenza dove cresce nelle giovanili per poi spostarsi all’accademia nazionale Ivan Francescato e in seguito in top 10 con Calvisano. Dal 2021 Zambonin fa parte della rosa delle Zebre rugby, con cui ha collezionato 20 presenze tra URC e Challenge Cup. Le sue qualità in touche gli hanno fatto conquistare la chiamata con la nazionale maggiore con cui può vantare 2 caps. Zambonin e’ stato eletto come miglior giovane emergente del massimo campionato italiano Top10 2020/21. Il seconda linea del Rugby Calvisano vince il Premio “Giorgio Sbrocco” grazie al maggior numero di preferenze raccolte da un pool di giornalisti di settore, dalla carta stampata al web. Zambonin è stato scelto tra 11 giovani giocatori selezionati da sei allenatori del massimo campionato (Marcato, Casellato, Guidi, Frati, Gamboa e Prestera).


manuel zuliani (2000)
Flanker
189 cm x 108 kg
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Manuel nasce a Castelfranco Veneto ed è cresicuto nelle giovanili del rugby Paese. Dopo un trascorso tra Calvisano e Accademia Ivan Francescato, approda alla Benetton nel 2020 come permit player. È un flanker dotato di grande fisicità e abnegazione in campo, soprattutto nel breakdown dove si dimostra un ottimo fetcher. Queste doti gli sono valse la convocazione con la prima squadra di Treviso 31 volte. Con la nazionale maggiore ha raggiunto i 4 caps, in uno dei reparti dove la competizione per la maglia da titolare è tanta e di alto livello, basti pensare a giocatori del calibro di Pettinelli, Lamaro, Negri e Steyn.


alessandro izekor (2000)
flanker
196 cm x 110 kg
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Alessandro comincia la sua carriera professionistica nel Calvisano dove ha collezionato 46 presenze metendo a segno 19 mete, mentre con l’Italia “A” vanta 5 presenze e 3 mete. Izekor è riuscito ad imporsi nel top10 domestico grazie alle sue doti fisiche che lo rendono un flanker in particolarmente minaccioso in fase offensiva, dotato di buona gamba e capace di sfondare. I numeri confermano il suo fiuto per la meta e la voglia di partecipare al gioco d’attacco, come dimostra la meta segnata con l’Italia “A” contro l’Uruguay. Izekor va ad infoltire la competizione interne delle terze linee di Treviso e della Nazionale.


lorenzo cannone (2001)
terza linea
190 cm x 102 kg
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Fratello minore di Niccolò, il quale gioca seconda linea a Treviso e in nazionale, Lorenzo cresce nel Bombo rugby Firenze e nel Florentia Rugby per poi passare al Petrarca Padova. Dal 2021 fa parte della rosa del Benetton Rugby con cui ha messo a segno 3 mete in 12 partite. Cannone è un ottimo ball carrier e un gran placcatore, ma è anche molto abile da set piece, motivo per cui è stato usato più volte da numero 8. Queste sue qualità gli hanno permesso di vestire la maglia della nazionale U20 dove ha collezionato 8 presenze. Se continuerà il suo processo di crescita, potremmo vedere presto una nazionale con 2 coppie di fratelli: Garbisi e Cannone.


Uno sguardo d’insieme

La nostra nazionale è sempre stata riconosciuta ed apprezzata dall’estero per la mischia. Negli anni abbiamo avuto giocatori che hanno fatto la storia di questo sport come Cuttitta, Perugini, Lo Cicero, Castrogiovanni, Bergamasco e Parisse. Queste leggende del nostro rugby hanno lasciato un ereditá pesante che ha fatto fatica ad essere ripresa dalle generazioni successive, ma la nuova ondata di giovani fa davvero ben sperare per il futuro della nazionale. Se da un lato l’interesse di squadre come Saracens (Riccioni), Worcester (Faiva, Giammarioli), London Irish (Fischetti, Zilocchi) e Brive (Ceccarelli) dimostrano che il livello si è alzato, dall’altro abbiamo una filiera di nuovi talenti in rapida crescita e con un potenziale enorme. La competizione interna è tornata ad essere un tema per l’Italrugby ed ogni partita diventa un’occasione per dimostrare il proprio valore per il club e per la nazionale. C’è davvero tanta carne al fuoco, ma a noi tifosi ed appasionati la fame non manca mai.

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